Pancotto disegna la sua Avellino: "Voglio una squadra di bad boys"
di Giovanni La Rosa
Dobbiamo diventare dei ‘bad-boys’, così Cesare Pancotto parla della sua squadra ad una settimana dall’inizio dei play-off. Prendere un po’ dello spirito dei Detroit Pistons di Isiah Thomas, Joe Dumars e Bill Laimbeer ed un po’ dell’orgoglio dei Boston Celtics. “Siamo consapevoli del momento che stiamo vivendo – continua il coach – dobbiamo cominciare a diventare cinici, cercare di fare la cosa giusta nei momenti importanti della partita. In difesa migliorare l’intensità, in attacco è necessario essere più fluidi".
Ma l’allenatore di Porto San Giorgio individua un altro punto sul quale dover lavorare: l’istinto alla conquista. “Io nel passato ho vinto qualcosa, come hanno fatto anche questi giocatori, ma quei tempi non ci sono più, adesso di squadra dobbiamo lavorare per conquistare insieme nuovi successi”.
Il coach ritorna a parlare delle difficoltà di gioco che l’Air ha mostrato in queste settimane: “Lottiamo, questa è una delle nostre caratteristiche principali, ma dobbiamo essere più spontanei nel gioco d’attacco, giacchè al momento non siamo capaci di leggere il gioco come dovremmo fare. Ci sono momenti in cui sui 28 metri facciamo buone cose, altri in cui non sappiamo cosa fare, qui dobbiamo cercare di lavorare di squadra”.
In settimana Pancotto ha cercato di spiegare ai suoi giocatori che è meglio rinunciare ad un tiro, per un extra-pass a favore di un compagno meglio posizionato: “Il basket è uno sport di squadra ci deve essere la capacità di mettere i giocatori in condizione di fare canestro. Non possiamo permetterci di fermare la palla nelle mani del palleggiatore, la palla deve muoversi per creare vantaggio sulla difesa. Con Simon Szewczyk mi sono arrabbiato perché oltre a tirare dovrebbe andare anche a rimbalzo, come del resto devono fare anche i piccoli. Non abbiamo nessun atleta che ci garantisca un determinato numero di rimbalzi”.
Nel weekend al Del Mauro di Avellino ci sarà il Torneo Vito Lepore, ultima occasione per testare l’Air prima dell’inizio della stagione: “E’ un modo – continua il coach – per capire dove siamo arrivati. Dire che il precampionato non conta nulla è stupido, conta soprattutto per i giocatori che vogliono capire cosa poter dare. Al momento della palla a due cambia tutto, perché tutti vogliono vincere. Non so in quali condizioni arriveremo contro la Scavo. Cercheremo di arrivare nelle migliori condizioni mentali e fisiche”.
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