Milano stende Ferrara nell’ultimo quarto
FERRARA – Qual è il bandolo della matassa di questa gara e della stagione di Ferrara?; la voglia di fare della società che si impegna e presenta un altro acquisto al termine della gara persa con Milano 56-66; anche in questa occasione la sensazione è, però, che le scelte arrivino sempre con qualche istante di ritardo come già nell’occasione dell’arrivo di Spinelli alla vigilia di una partita, nella tardiva risoluzione con Jamison prima dell’arrivo di Ford presentato il lunedì dopo la gara con Treviso (seppur vinta), nel taglio di Sangarè senza sostituirlo salvo poi reintegrarlo poco prima di una match dopo oltre un mese senza allenamenti, nei tentennamenti di fine anno per la conferma di Valli dopo aver sondato il mercato (Mazzon poche settimane dopo a Venezia in LegaDue) nel fischiatissimo mancato ex Becirovic che rifiuta Ferrara per Milano ma poi nessun altro vagliato come alternativa e ora questo acquisto prima dell’ultima spiaggia con Cremona. La buona volontà per salvare la serie A c’è ma i tempi sono sempre più rispetti e gli errori sono ormai stati commessi.
Milano e “la nostra buona difesa” hanno permesso a Bucchi di violare il campo di Ferrara nonostante le assenze di Finley e Petravicius, mentre rinunciando a Spinelli dopo un primo tempo in cui i problemi fisici si facevano sentire eccome Valli ha visto “gli avversari indovinare gli scarichi e noi sbagliarli nel momento chiave della partita; ho visto buone cose ma dobbiamo aver la serenità di dimenticare classifica e punteggio nei momenti caldi”, cosa che quest’anno Ferrara ha dimostrato di saper fare molto poco e l’avvicinamento al decisivo match esterno con la Vanoli che ha due punti in più in classifica e ha vinto di 9 all’andata non aiutano come non aiuta il fatto che Ferrara mai ha vinto esternamente in questa stagione; saprà la Carife reagire nel momento più delicato?
Sabato notte si saprà se la compagine estense farà compagnia alla derelitta Napoli o se la lotta per non retrocedere potrà vivere ancora fine al termine del campionato.
Molto critico con gli arbitri il presidente Mascellani che imputa la sconfitta “all’80% all’arbitraggio” e si augura “maggior correttezza negli arbitraggi che non possono essere da Eurolega giocando contro Milano; arbitraggio indecente, a Nnamaka sono stati fischiati 5 contatti che nemmeno nelle partite juniores vengono sanzionati mentre contro il nostro miglior realizzatore Grundy è stato consentito un massacro”; forse un po’ troppo crude le parole del presidente emiliano, in effetti Nnamaka è stato il più penalizzato, è st ato consentito molto il contatto fisico soprattutto nell’area colorata salvo poi cambiare leggermente il metro di fischiata nell’inutile finale in cui i giochi erano già chiusi ma più che altro è stata Ferrara a non adattarsi bene a questo metro arbitrale in cui alla fine i lombardi hanno commesso 18 falli contro 17 subiti.
Il tedesco Sven Schultze, (qui con la maglia di Milano) ala di 2,08, 31 anni già pratico del campionato italiano e fino a pochi giorni fa a Biella, porterà il suo bagaglio di energia ed esperienza al Basket Club, che per il momento allarga il roster ma che spinge Salvi quasi fuori dei giochi, senza trascurare il fatto che “Ferrara è ancora attenta al mercato degli esterni per quello che sarebbe l’ultimo tesseramento possibile, il 16°”, come ammesso dallo stesso Mascellani.
Michele Saetti
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