Vanoli, matricola d’assalto: ma non c’è solo l’attacco
da Cremona Michele Talamazzi
Due vittorie consecutive tra Treviso e il recupero con Napoli, tre successi nelle prime sei gare: non c’è che dire, per una matricola assoluta della serie A il passo è decisamente buono. La Vanoli Cremona ha di che sorridere dopo il primo assaggio di un torneo da esordiente, condito sì di grande entusiasmo ma anche di molti punti interrogativi.
Punto di forza e certezza per la squadra di Stefano Cioppi è il grande potenziale offensivo: Cremona vanta il secondo miglior attacco del torneo, di un’incollatura dietro Caserta solo perché la Martos l’ha costretta a giocare su ritmi bassi, ‘limitandola’ a 81 punti.
IL RECUPERO DELLA 5a
Quando riesce a correre la Vanoli sa essere efficace e spettacolare al tempo stesso, a difesa schierata ha comunque propensione a passarsi la palla e, quando non vi riesce, si giova del talento, che sgorga dalle mani dei vari Rowland, Bell, Forbes ma non solo. Il prossimo passo sarà coinvolgere maggiormente i lunghi, Brandon Brown in primis.
A proposito di singoli, se Rowland e Forbes non stanno tradendo le attese, sono Bell e Cusin quelli che stanno sicuramente impressionando di più. Troppo individualista e poco fisica la guardia Minneapolis, da verificare all’impatto con la serie A il centro friulano, si diceva in estate.
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Ebbene: Troy Bell da ‘go-to-guy’ è diventato il collante perfetto dello starting five biancoblù. Forza poco, colpisce chirurgicamente gli adeguamenti avversari ed è più coinvolto difensivamente. Cusin sarà anche andato in azzurro in una edizione triste della Nazionale, ma quella maglia se l’è guadagnata fino in fondo e, per ora, il salto di categoria sembra proprio sentirlo.
Balza però all’occhio che la differenza maggiore che passa tra vittorie e sconfitte è nella metà campo difensiva. Dove Cremona è stata concentrata e attenta con Ferrara e Treviso, vogliosa e comunque efficace nel secondo tempo della gara con Napoli (19 recuperi in 20’), pigra e poco puntuale nell’eseguire il game-plan contro Roma, Cantù e Biella.
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Lo confermano anche le statistiche: abissale il divario tra i 95.6 punti subiti nelle sconfitte e i 73.6 concessi nelle vittorie. E’ soprattutto una questione psicologica, normale se vogliamo per una squadra in buona parte rinnovata. E in questo la Vanoli ricorda da vicino, fatte ovviamente le debite proporzioni di talento e risultati raggiungibili, la squadra che l’anno scorso vinse la Legadue.
Che nonostante non fosse dotata di una spiccata attitudine difensiva, nel tempo, al netto delle correzioni in corsa (Calabria prima, Filloy e Aguiar poi), trovò grande solidità mentale nella propria spina dorsale del roster. E il tempo gioca proprio a favore dei cremonesi perché, come ha sempre ricordato Cioppi, il suo campionato la Vanoli lo deve vincere ad aprile-maggio.
(foto Ciamillo-Castoria)
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