BG L2 INTERVIEW/ Vanuzzo guida Sassari: "A Venezia per migliorare ancora"
Veneziano di Dolo, ma sassarese d’adozione dopo quattro stagioni in maglia bianco blu, Manuel Vanuzzo è l’uomo giusto per presentare la sfida del Taliercio tra Reyer e Banco di Sardegna. Di questo, ma non solo, abbiamo parlato col capitano dei sardi:
Affronti da anni la Reyer, ma non ci hai mai giocato. Hai qualche sensazione particolare, al rientro verso casa?
“E’ una partita come tutte le altre, non ho mai giocato alla Reyer quindi sono abituato dalle giovanili di Dolo a giocarci contro. E’ più che altro un’ occasione per ritrovare i miei familiari che non vedo da tanto”.
Sassari è lanciatissima, Venezia è in crisi. Che partita sarà?
“Siamo partiti bene pur senza giocare benissimo, ora stiamo migliorando sia l’attacco che la difesa e siamo un po’ più sicuri. Loro sono partiti con i favori del pronostico, ma hanno avuto difficoltà dall’inizio dell’anno. Non ci saranno Garris e Rombaldoni che sono importanti, c’è il dubbio Davis, sono tante situazioni che sono accadute nello stesso momento e per loro sarà dura. Al tempo stesso hanno molta qualità, e giocando in casa dopo due batoste vorranno rifarsi. Penso che staremo in partita fino alla fine, sarà una questione di punto a punto nel finale”.
Parli di equilibrio, cosa potrà fare la differenza?
“Si parla tanto ma alla fine solo la difesa fa vincere le partite. Noi corriamo molto, a volte tiriamo dopo uno o due passaggi, ma anche domenica con Casale finchè non abbiamo piegato le gambe siamo stati sul punto a punto. Dell’Agnello è un allenatore che punta spesso su questo, credo che anche per noi si farà lì la differenza”.
VEDI TUTTO IL PROGRAMMA DELLA NONA GIORNATA
In estate Sassari ha rischiato di sparire. Come hai vissuto quel periodo?
“Ho seguito tutto da vicino, perché avevo il contratto anche per quest’anno ed in caso di trasferimento sarei andato dietro al titolo sportivo. Ho scelto Sassari quattro anni fa, vivo qui ora: dopo due anni, ho avuto la possibilità di cambiare squadra, ma alla fine ho scelto di restare per la situazione che si era creata. Dover andare via per quel tipo di problemi sarebbe stato brutto, per me e per una città che vive di pallacanestro, specialmente dopo una finale playoff che ha esaltato l’ambiente. C’è da ammirare il pubblico, però, si sono dati tutti da fare per salvare una situazione che ora gratifica tutti”.
Sul mercato, quintetto forte e panchina di giovani da lanciare dalla A Dilettanti. Ad oggi, state facendo bene quanto l’anno scorso.
“I giovani, Conti e Baldassarre in particolare, stanno facendo bene, è vero. Anche Binetti, che però ha sempre giocato a questo livello, sta dando tanto. In questo campionato molte squadre hanno quintetti forti e panchine sulle quali hanno investito di meno: proprio per questo motivo penso che la differenza possa venire da rotazioni di livello leggermente più alto. Siamo in un campionato molto più equilibrato degli ultimi anni, la differenza può farla un giocatore dalla panchina, ed è importante per noi continuare così”.
Chi vedi meglio tra le candidate alla promozione?
“Casale e Venezia sulla carta hanno le squadre migliori, ma stanno andando male. Brindisi per me poteva essere ancora più in alto, ma ha ancora problemi di gioco, per cui dico Rimini e Veroli. La Prima in particolare, senza grandi clamori fa sempre molto bene, potrebbero arrivare fino in fondo”.
Sei da anni in Legadue, è questo il campionato degli italiani?
“Le attuali regole dicono che se non sei nel giro della Nazionale, fatichi a stare nella massima serie, perché con tanti stranieri si punta su di loro. La Legadue è invece un palcoscenico importante per chi ha il talento per emergere: è un campionato seguito, competitivo, con gente che spesso scende dalla Serie A per costruire squadre ambiziose. Per un giovane in particolare, è molto formativo scontrarsi con giocatori forti al più presto”.
Miro De Giuli
(Foto: Ciamillo - Castoria)
|